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- Per decenni si è discusso se fosse il mercato ad avere la prevalenza (le ricette liberiste ad esempio) e che lo Stato (inteso come l’intervento pubblico) dovesse farsi da parte. Più mercato e meno Stato oppure più Stato e meno mercato? Per rappresentare questo dualismo, si potrebbe contrapporre da un lato Prometeo, che nella mitologia greca dona agli uomini il fuoco e le arti e che nel mondo di oggi diventa tecnologia, finanza, commercio internazionale, catene del valore, capacità di creare sviluppo e crescita. Dall’altro lato, Leviatano che nella tradizione trasmessa dal grande filosofo Thomas Hobbes e trasposta ai nostri tempi rappresenta il potere pubblico, lo Stato che esercita sovranità, stabilisce regole, batte moneta, sanziona, controlla gli investimenti, protegge settori strategici e garantisce la sicurezza nazionale. A quale delle due forze contrapposte dare priorità? A proporci questo stimolante interrogativo è un libro appena pubblicato da Mondadori dal titolo “Prometeo e Leviatano, lo scontro tra mercato e Stato per il controllo dell’economia globale”. L’autore è Fabrizio Pagani, economista e docente a Science Po, con una lunga esperienza nelle istituzioni italiane e internazionali, dall’Ocse al G7/G20, dalla presidenza del Consiglio come consigliere alla guida della segreteria tecnica del ministro dell’Economia e ora partner di Vitale.
- Uno dei punti di forza della nostra democrazia, dell’economia e della società -lo si è detto più- volte risiede nella vitalità e nel ruolo dei cosiddetti corpi intermedi. Stiamo parlando della fitta rete composta da enti, associazioni, sindacati, cooperative, camere di commercio, fondazioni, enti del terzo settore che rappresentano il luogo in cui la società si organizza, si educa e si riconosce, pur in periodi complessi e incerti quali quelli che stiamo vivendo. Ne parliamo questa sera, cari ascoltatori, grazie a un interessante libro pubblicato dal Mulino, dal titolo “Corpi intermedi, società civile ed economia sociale, per un governo delle transizioni”, che raccoglie saggi di diversi studiosi ed è curato dal presidente del Cnel, Renato Brunetta. L’assunto principale del libro è che rilanciare la funzione dei corpi intermedi significa riscoprire la parte migliore della tradizione italiana, quella che ha saputo coniugare lavoro e dignità, economia e giustizia sociale, sviluppo e coesione. Ne parliamo proprio con il prof. Brunetta che è in linea con noi questa sera.
- In un contesto globale dominato dall’ascesa dei nazionalismi, da guerre e tensioni commerciali all’insegna del protezionismo, quale futuro è lecito immaginare per il sistema monetario internazionale e per il complesso delle istituzioni che hanno retto con alterne vicende gli equilibri mondiali e che hanno vista confermata la centralità del dollaro? È possibile in sostanza che si possa ipotizzare una sorta di nuova Bretton Woods, sulla falsariga dell’accordo che venne raggiunto nel 1944 presso il Mount Washington Hotel di Bretton Woods, nel New Hampshire quando ancora era in corso la seconda guerra mondiale? Equilibri che hanno retto fino al 13 agosto del 1971 quando gli Stati Uniti guidati da Richard Nixon sospesero l’ancoraggio del dollaro all’oro. A tali interrogativi offre una serie di interessanti risposte e spunti di riflessione il libro pubblicato dalle edizioni de Il Sole 24 Ore dal titolo “Una nuova Bretton Woods per il XXI secolo, riflessioni sul futuro delle relazioni e degli scambi internazionali”. Gli autori sono i nostri ospiti Giovanni Tria, economista, professore onorario dell’Università di Tor Vergata ed ex ministro dell’Economia, e Angelo Federico Arcelli, economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
- Gli ultimi dati Istat paese evidenziano che nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni è cresciuto di 0,4 punti rispetto al primo trimestre raggiungendo il 63,1%, il più alto dall'inizio delle serie storiche. Il tasso di disoccupazione risale lievemente (+0,1 punti) e si attesta al 5,6% e il numero degli occupati è di 24 milioni 363mila unità. Le persone in cerca di occupazione sono un milione 440mila. Dati all’apparenza confortanti, che tuttavia mettono in luce un’occupazione che cresce soprattutto tra gli over 50, dalla bassa produttività e bassi salari. Ma com’è cambiato il mercato del lavoro nel nostro paese negli ultimi decenni? Ci aiuta a comprendere meglio dati e tendenze il libro pubblicato da Egea dal titolo “Piena occupazione. Cinque proposte concrete per quello che manca al lavoro”. L’autore e nostro ospite è Alessandro Rimassa, scrittore, imprenditore e investitore, uno dei massimi esperti italiani di futuro del lavoro.
- Proponiamo una sorta di viaggio di venti anni cui ci condurranno due colleghi giornalisti, Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic, autori di un libro che sta riscuotendo molto interesse pubblicato da Laterza dal titolo “America dentro, storie, volti, conflitti di un Paese in bilico”. E venti sono proprio gli anni che Massimo e Tamara, che sono in studio con noi questa sera, hanno vissuto negli Stati Uniti dal 2004 al 2024 raccontando sulle loro testate, Il Corriere della Sera, il quotidiano croato Jutarnji list e il settimanale Globus, i profondi mutamenti intervenuti in quello che fino a poco tempo fa era il pilastro della democrazia e dell’Occidente.
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À propos de A conti fatti. La storia e la memoria dell'economia
"A Conti fatti, la storia e la memoria dell'economia" è il programma di Radio 24 dedicato alla storia dell'economia che punta ad approfondire argomenti, temi, spunti e riflessioni offerti dall'attualità, da libri ed eventi connessi con l'economia per andare insieme indietro nel tempo, così da ricavare spunti utili a farci meglio comprendere i fenomeni complessi con i quali ci confrontiamo quotidianamente. La storia economica è da questo punto di vista uno strumento prezioso perché ci offre importanti chiavi interpretative di lettura e rilettura del passato anche recente. Ne abbiamo più mai bisogno in questa fase di profondi e repentini cambiamenti.
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