La rivalsa delle periferie. I giovani del quartiere tre torri di Cernusco - di Livia Zancaner
Andre Tyson - nome d'arte - si è tatuato sulla pelle la piazza con le tre torri e il simbolo del suo quartiere di Cernusco sul Naviglio: Q3Torri, quartiere tre torri. "Andre è la parte più pulita di me. Tyson è la parte più oscura che riguarda il mio passato, le mie scelte, le situazioni difficili che ho superato e che mi hanno portato a essere quello che sono oggi", ci racconta. Andre e i suoi amici poco più che ventenni a marzo di quest'anno hanno fondato un'associazione no profit, l'associazione Q3T. L'obiettivo: riqualificare Milano est attraverso l'integrazione e l'inclusione sociale e creare centri di aggregazione per i ragazzi e le ragazze delle periferie. Luoghi dove i problemi legati allo spaccio, alla noia, alla monotonia e le difficoltà economiche rischiano di non dare ai giovani il futuro che meritano.
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La soia della discordia - di Rosanna Magnano
Non solo terre rare e magneti, la relazione ad alta tensione tra Stati Uniti e Cina è il principale fattore di incertezza che influenza i mercati agricoli globali. E la soia è la regina in grado di mettere sotto scacco il re americano. Una guerra commerciale che parte da lontano con impatti sulla filiera agroalimentare italiana, grandi Dop comprese. Ne parliamo con Annachiara Saguatti, Market Intelligence di Aretè e con Enrico Zavaglia, Trading Director di Cereal Docks.
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L'impegno di chi resta, la storia di Michela Noli - di Livia Zancaner
Sono passati nove anni da quando Michela Noli è stata uccisa dal suo ex marito. Era il 15 maggo 2016. Da quel giorno i suoi genitori, Paola e Massimo, organizzano eventi di sensibilizzazione, soprattutto per i giovani. "Ragazze e ragazzi dovete parlare, raccontare", dice la mamma di Michela, Paola Alberti, perchè spesso chi si trova in una situazione di violenza non riesce a cogliere i segnali di pericolo. "Quello che chiediamo è di non tacere, non girarsi dall'altra parte", prosegue. Una consapevolezza che deve arrivare anche ai più giovani e deve essere insegnata a scuola.Mentre ci avviciniamo al 25 novembre, giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne, raccontiamo l'impegno di chi vuole trasformare il proprio dolore nel sostegno per gli altri. Come fa Gino Cecchettin, con la fondazione che porta il nome di sua figlia Giulia.
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Cinque anni senza Diego - di Mauricio Monte
Cinque anni fa i giornalisti argentini non riuscivano a pronunciare quella parola che nessuno voleva sentire. Tutti i programmi televisivi si preparavano a quel momento come se quella triste notizia riguardasse un amico, un fratello o un papà. Diego stava male, era stato operato al cervello pochi giorni prima e, inspiegabilmente, dimesso per continuare la sua degenza, senza nessuna cura particolare, in una casa che si trovava in una città vicina a Buenos Aires. La notizia funesta arriva il 25 novembre dell'anno 2020: Diego Maradona è morto.Ma quale Maradona è morto quel mezzogiorno di 5 anni fa? È morto il campione o è morto l'amico? È morto chi meglio rappresentava quello che gli argentini chiamano l'essere nazionale, o è morta una divinità laica? È morto un uomo pieno d'ombre o è morto l'uomo che ha fatto illuminare di più i sorrisi del popolo argentino?
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Taranto, la città dei delfini - di Roberta Pellegatta
Un progetto, unico nel Mediterraneo e in Europa, nasce a Taranto. È dedicato a uno degli animali che da sempre ci affascinano e che con Taranto ha un rapporto millenario tanto da essere il simbolo della città: il delfino. Si tratta del "San Paolo Dolphin Refuge" il primo rifugio marino per delfini provenienti da acquari, delfinari o centri di ricerca. Completata la grande vasca, in un'area marina protetta, questo progetto servirà a riconsegnare una vita naturale e dignitosa ai delfini vissuti in cattività e insieme ad approfondire gli studi su questi cetacei iniziati a Taranto nel 2009 dalla "Ionian Dolphin Conservation".La "control room" del rifugio sarà sulla terraferma presso il centro "Ketos" hub culturale marino creato nel settecentesco Palazzo Amati restituito alla città grazie alla collaborazione tra il comune di Taranto e "Fondazione con il Sud".
Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.A cura di Gigi Donelli